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| Cultura dell'Olio |
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L'ulivo che agli uomini appresti la bocca ch'è cibo, ch'è luce... G. Pascoli, I canti di Castelvecchio |
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Olivi, alberi sacri, udite, udite la preghiera dell'uomo! O voi, pallida munera, o voi più sacri della vite, più sacri della messe, alberi insigni, deh versate la pace che vi irradia... G. D'Annunzio, Agli Olivi
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Se qualcuno avrà sradicato o avrà
abbattuto un olivo, sia di proprietà dello Stato sia di proprietà privata, sarà giudicato dal tribunale e se sarà riconosciuto colpevole verrà punito con la pena della morte. Aristotele, Costituzione degli Ateniesi
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Le radici nella Storia LA TRADIZIONE DELL'OLIO A VETRALLA L'Olio Extra Vergine di Oliva ha accompagnato Vetralla per tutta la sua storia millenaria. Le testimonianze storiche ed i racconti popolari tramandati nel tempo, gettano luce su come la cultura e la tradizione vetrallese siano cresciute di pari passo con la coltura dell'olivo e del suo olio. Oggi, pur nel rispetto della tradizione, questo viene ottenuto tramite le tecnologie estrattive moderne che ne esaltano le proprietà chimico-organolettiche. Il dolce clima collinare, il terreno, le varietà 'caninese' mescolata ad altre locali, la raccolta al giusto grado di maturazione, i tempi ridotti fra la raccolta e l'estrazione, le corrette procedure di conservazione, sono i fattori che consentono all'olio extra vergine di oliva di Vetralla di acquisire un fruttato ed un sapore unico nel suo genere. |
dal depliant sull'Olio Extra Vergine di Oliva di Vetralla a cura di Comune, Pro-Loco, Università della Tuscia e Comunità Montana dei Cimini |
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Nostra Recensione OLIO E RICORDI IN CUCINA «In tutti i piatti l'ingrediente principe è l'olio extravergine d'oliva, che rende anche il semplice pane e cicoria un gustoso e sofisticato pranzo. Ma l'olio deve essere di Vetralla... non un semplice ingrediente ma un dolce liquor che dà ai piatti un sapore incomparabile, completo e unico... dona intensità e sensazioni uniche.» |
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Così il professor Stefano Grego dell'Università della Tuscia presenta Olio e ricordi in cucina, un bel libro del vetrallese Fulvio Ferri: in 112 pagine ricche di illustrazioni e foto a colori e con testi in ben tre lingue (italiano, vetrallese e inglese), Ferri propone ai lettori le poesie e le pagine in dialetto vetrallese dedicate all'olio e alla buona cucina, ma anche i suoi ricordi di Vetralla legati al passato familiare, dalla bottega del babbo barbiere alla trattoria della nonna Agnesina dove da bambino osservava il magico libro di cucina foderato in carta di giornale e dove mangiò anche lo scrittore D.H.Lawrence autore dell'Amante di Lady Chatterley. Piatto forte le oltre cinquanta ricette tradizionali basate sull'olio extravergine d'oliva, come la Panzanella con erba pepe (semplice piatto estivo di pane, olio, aceto, erba peparola e sale), la Bruschetta e arancia a cappone, la Frittata "a trippa" (anche in versione inglese, "Omelette Tripe Style", grazie a Mary Jane Cryan che ha curato la traduzione delle ricette per il pubblico internazionale, A selection of the recipes that can be easily prepared outside of Italy), e poi il Cinghiale con la cioccolata, o anche, tra le tante idee per riscoprire i buoni piatti di una volta semplici, economici e gustosi, l'Acquacotta fatta con cicoria di campo, patate, cipolla, aglio, sale, mentuccia fresca, peperoncino, pane, uova e naturalmente... olio extravergine vetrallese. |
Davide Ghaleb Editore Vetralla, ottobre 2009, €12 |
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Il Depliant |
a cura di Comune e Pro-loco di Vetralla, Università degli Studi della Tuscia e Comunità Montana dei Cimini |
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Pregi e Difetti dell'Olio d'Oliva PREGI |
Amaro: sapore caratteristico di olio ottenuto da olive verdi o invaiate. Può essere più o meno gradevole, secondo l’intensità. Aspro: sensazione caratteristica di alcuni oli che, all’assaggio, producono una reazione orale-tattile di astringenza. Dolce: sapore gradevole dell’olio nel quale, senza essere esattamente zuccherino, non primeggiano gli attributi amaro, astringente e piccante. Erba: flavor caratteristico di alcuni oli che ricorda l’erba appena tagliata. Fruttato: flavor che ricorda l’odore e il gusto del frutto sano, fresco e colto al punto ottimale di maturazione. Fruttato maturo: flavor dell’olio d’oliva ottenuto da frutti maturi generalmente di odore smorzato e sapore dolciastro. Mandorlato: questo flavor può manifestarsi in due modi: quello tipico della mandorla fresca, o quello proprio della mandorla secca e sana che si può confondere con un rancido incipiente. Si apprezza come un retrogusto quando l’olio resta in contatto con la lingua e il palato. Si associa agli oli dolci e di odore smorzato. Mela: flavor dell’olio di oliva che ricorda questo frutto. Piccante: sensazione tattile pungente caratteristica di oli prodotti all’inizio della campagna, principalmente di olive ancora verdi. |
DIFETTI |
Acqua di vegetazione: flavor caratteristico acquisito dall’olio a causa di cattiva decantazione e prolungato contatto con le acque di vegetazione. Avvinato-inacetato: flavor caratteristico di alcuni oli che ricorda quello del vino e dell’aceto. è dovuto fondamentalmente alla formazione di acido acetico, acetato di etile e etanolo, in quantità superiori alle normali nell’aroma dell’olio di oliva. Cetriolo: flavor che si produce nell’olio durante un imbottigliamento ermetico eccessivamente prolungato, particolarmente in lattine, che è attribuito alla formazione di 2-6 nonadienale. Cotto o stracotto: flavor caratteristico dell’olio dovuto a un eccessivo e/o prolungato riscaldamento durante l’ottenimento, specialmente durante la termo-impastatura, se avviene in condizioni inadatte. Fecce: flavor caratteristico dell’olio recuperato dai fanghi decantati in depositi e torchi. Fieno: flavor caratteristico di alcuni oli che ricorda l’erba più o meno secca. Fiscolo: flavor dell’olio ottenuto da olive passate in fiscoli sporchi di residui fermentati. Grasso di macchina: odore dell’olio di oliva ottenuto in frantoio dal cui macchinario non sono stati adeguatamente eliminati resti di petrolio, di grasso o di olio minerale. Grossolano: percezione caratteristica di alcuni oli che, all’assaggio, producono una sensazione orale-tattile densa e pastosa. Metallico: flavor che ricorda il metallo. è caratteristico dell’olio mantenuto a lungo in contatto con alimenti o superfici metalliche, in condizioni inadatte durante i procedimenti di macinatura, impastatura, pressione o ammasso. Muffa-umidità: flavor caratteristico dell’olio ottenuto da frutti nei quali si sono sviluppati abbondanti funghi e lieviti per essere rimasti ammassati molti giorni in ambienti umidi. Rancido: flavor caratteristico e comune a tutti gli oli grassi che hanno sofferto un processo autossidativo, a causa del loro prolungato contatto con l’aria. Questo flavor è sgradevole e irreversibile. Riscaldo: flavor caratteristico dell’olio ottenuto da olive ammassate che hanno sofferto un avanzato grado di fermentazione. Salamoia: flavor dell’olio estratto da olive conservate in soluzioni saline. Sansa: flavor caratteristico che ricorda quello della sansa di oliva. Saponoso: flavor con una sensazione olfatto-gustativa chericorda quella del sapone verde. Smorzato o piano: flavor dell’olio di oliva dalle caratteristiche organolettiche molto tenui, a causa della perdita dei componenti aromatici. Sparto: flavor caratteristico dell’olio ottenuto da olive passate in fiscoli nuovi di sparto. Il flavor può essere differente se il fisco è fatto con sparto verde o con sparto secco. Terra: flavor caratteristico dell’olio ottenuto da olive raccolte con terra o infangate e non lavate. In qualche caso questo flavor può manifestarsi insieme con quello della muffa-umidità. Vecchio: flavor caratteristico dell’olio quando resta troppo tempo in recipienti di ammasso. Può darsi anche in oli imbottigliati per un periodo eccessivamente lungo. Verme: flavor caratteristico dell’oilo ottenuto da olive fortemente colpite da larve di mosca dell’olivo (dacus oleae). |
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Stili di Vita BRUSCHETTA VS. MERENDINA |
| ZAIA: EDUCHIAMO I BAMBINI A MANGIAR SANO CON I PRODOTTI DELLA NOSTRA TERRA
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«Dobbiamo educare i bambini a mangiare sano non solo con l'informazione ma portando i prodotti dei campi direttamente nei loro piatti. In modo da fargli capire che una sana alimentazione è fatta di acqua, pane, pasta, pesce, legumi, riso, carne e soprattutto frutta e verdure che nel nostro Paese sono coltivate a volontà e in ogni stagione».
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Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia elogia l'iniziativa dell'associazione Pandolea, l'associazione nazionale delle donne produttrici di olio extra vergine di oliva, che quest'anno coinvolgerà gli alunni della scuola media Gianni Rodari, in località Sassa all'Aquila, il progetto «bruschetta VS merendina». Gli studenti effettueranno un viaggio dei sapori e del gusto a riscoprire abitudini alimentari più semplici e salutari, attraverso prove di assaggio e degustazioni guidate, sostituendo prodotti preparati con conservanti e sostanze additive con cibi freschi e sicuramente più genuini.
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«Sono felice - ha continuato il Ministro - che quest'anno ad essere coinvolti nell'iniziativa siano gli alunni abruzzesi che sono stati colpiti così duramente dal sisma dell'aprile scorso.
Non posso che appoggiare la sensibilità delle nostre donne produttrici di olio, che ricordo sono alla guida di gran parte delle aziende olivicole in Italia».
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I giovani studenti abruzzesi il 20 ottobre saranno in visita nella biblioteca del Mipaaf per consultare antichi testi didattici sull'olivicoltura e partecipare a degustazioni di oli extra vergini di oliva. L'iniziativa di Pandolea, che si avvale del patrocinio del Consiglio Oleicolo Internazionale di Madrid, del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e del Comune di Roma, proseguirà il 2 dicembre con gli studenti della scuola media Vigna Pia di Roma, i primi che hanno fatto da apripista alla bruschetta contro la merendina nelle scuole d'Italia, che saranno ospiti del Nucleo Carabinieri Politiche Agricole (NAC). Agli alunni saranno illustrate le attività di controllo antifrode e antisofisticazione operate dai carabinieri a tutela della salute dei consumatori nel rispetto delle normative comunitaria e nazionale in tema di sicurezza alimentare.
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| fonte: Comunicato stampa del Ministero Poliche Agricole Alimentari e Forestali del 19/10/2009 |
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NOTE DI PICCANTE E POLIFENOLI
L'olio extra vergine di oliva è una spremuta di frutto e come tale deve ricordare il sapore e l'odore dell'oliva.
Quando si stappa una
confezione di olio extra vergine di oliva, si
deve sentire nell'aria e nelle narici il profumo
e la fragranza del frutto appena franto.
La
nota di 'piccante' che si riscontra
all'assaggio è indice di ottima qualità del
prodotto in quanto correlata alla presenza dei
polifenoli.
dal depliant sull'Olio Extra Vergine di Oliva di Vetralla a cura di Comune, Pro-Loco, Università della Tuscia e Comunità Montana dei Cimini.
ALLE ORIGINI DELL'OLIVO
(da Taccuini Storici).
La patria di origine dell'olivo va con ogni probabilità ricercata in Asia Minore: infatti, mentre in sanscrito non esiste la parola olivo e gli Assiri ed i Babilonesi, che evidentemente ignoravano questa pianta e i suoi frutti, usavano solo olio di sesamo, l'olivo era viceversa conosciuto da popoli semitici come gli Armeni e gli Egiziani.
La trasformazione dell'oleaster in olivo domestico pare sia stata opera di popolazioni della Siria. Molto presto l'uso di coltivare l'olivo passò dall'Asia minore alle isole dell'arcipelago, e quindi in Grecia: lo Schlieman riferisce di aver raccolto noccioli d'oliva sia negli scavi del palazzo di Tirino sia in quelli delle case e delle tombe di Micene e, nell'Odissea, troviamo scritto che Ulisse aveva intagliato il suo letto nuziale in un enorme tronco di olivo.
In Grecia esistevano molti e fiorenti oliveti; particolarmente ricca ne era l'Attica e soprattutto la pianura vicina ad Atene. D'altra parte l'olivo era la pianta sacra alla dea Atena ed era stata lei che, in gara con Posidone per il possesso dell'Attica, aveva vinto facendo nascere l'ulivo dalla sua asta vibrata nel terreno. In suo onore si celebravano le feste dette Panatenee, durante le quali gli atleti vincitori delle gare ricevevano anfore contenenti olio raffinato: si tratta di anfore di una forma molto particolare, con corpo assai panciuto, collo breve, fondo stretto e piccole anse a maniglia, dette per questo loro particolare uso, panatenaiche.
ALLE ORIGINI DELL'OLIVO/2
(da Taccuini Storici).
Per quanto riguarda l'Italia, è importante sottolineare che la presenza di noccioli di oliva in contesti archeologici e documentata fino al Mesolitico. Tali attestazioni non significano necessariamente che già in epoca preistorica l'olivo venisse coltivato, anche perché all'esame dei noccioli non è possibile stabilire se si trattasse di olivastri oppure di olivi domestici. Sono comunque evidenze significative, soprattutto se inquadrate nel più generale panorama archeologico e vegetazionale della penisola italiana, che fanno ragionevolmente presumere un precoce riferimento all'olivo coltivato. Certamente il passaggio da una fase di semplice conoscenza della pianta a quella del suo sfruttamento agricolo avrà richiesto un lungo periodo, ciò nonostante, quanto esposto sembra sufficiente per sollevare almeno qualche perplessità sulle teorie che sostengono che l'olivo sia stato introdotto in Italia dai primi coloni greci; pur senza dimenticare che dal greco derivano sia la parola olivo (elaìa), sia il termine etrusco "amurca" che, nella sua forma greca amòrghe, indica quel liquido amaro ottenuto dalla prima spremitura delle olive, che veniva scartato ed utilizzato come concime, nella concia delle pelli e nell'essiccazione del legno.
Le evidenze linguistiche, letterarie ed archeologiche permettono di affermare che, già fra l'VIII e il VII sec. a.C. non solo la coltivazione dell'olivo era praticata, ma esistevano colture organizzate che, grazie al clima mediterraneo, ben presto permisero la formazione di un surplus destinato agli scambi.
Per quanto riguarda l'età storica esistono anche evidenze paleobotaniche: sono da ricordare il relitto della nave del Giglio, del 600 a.C. circa, con le sue anfore etrusche piene di olive conservate e la cosiddetta Tomba delle Olive di Cerveteri, databile al 575-550 a.C., contenente, oltre ad un servizio di vasi bronzei per il banchetto, anche una sorta di caldaia piena di noccioli di olive.
L'olivo per gli etruschi era pianta sacra, tanto che le sacerdotesse ne esibivano i rami durante le processioni. L'oliva dal gusto amarognolo, venne addolcita con tecniche che variavano dalla salamoia, all'immersione nell'acqua profumata con finocchio secco e frutti del lentisco.
L'olio d'oliva, decretato prodotto nazionale ed esportato come il vino in tutto il Tirreno, aveva vari impieghi. Di eccellente qualità ideale come condimento per ogni cibo. Di grande quantità utile per accendere il fuoco, per alimentare le lucerne e per massaggiare i muscoli di militari ed atleti.
PERCHE' L'OLIO D'OLIVA EXTRAVERGINE FA BENE ALLE ARTERIE
(dal Notiziario dell'Unione Nazionale Consumatori).
La Food and drug administration (FDA) statunitense ha autorizzato sulle
etichette dell'olio extra vergine d'oliva una dicitura che invita i
consumatori a mangiarne due cucchiai al giorno per ridurre il rischio
di danni coronarici, dovuti spesso a un eccesso di grassi saturi. In
nessun Paese del mondo è stata autorizzata un'avvertenza del genere e,
anzi, le norme europee e quelle italiane vietano esplicitamente di
riportare sulle etichette dei prodotti alimentari diciture che fanno
riferimento a proprietà terapeutiche.
Nell'olio extra vergine d'oliva i componenti benefici per la salute
sono sostanzialmente due. I primi sono i polifenoli, che danno il
sapore caratteristico all'olio, più ce ne sono e più è piccante e
fruttato, così come sono i polifenoli che stanno nell'uva a decidere
sostanzialmente le caratteristiche di un vino. E' una famiglia di
composti chimici fortemente rivalutati dai nutrizionisti perché hanno
il merito di essere antiossidanti, quindi di combattere i "radicali
liberi" dell'organismo in grado di attivare forme tumorali e altre
malattie; inoltre i polifenoli favoriscono la riduzione del cosiddetto
colesterolo cattivo (LDL) in circolazione nel sangue, che così rimane
più scorrevole e con meno rischi di infarti. Le olive italiane,
specialmente quelle del centro-sud, contengono generalmente più
polifenoli. Infatti in Puglia, la Regione che da sola fornisce quasi la
metà dell'olio nazionale, l'oliva più diffusa è la Coratina, che ha un
altissimo contenuto di polifenoli e per questo l'olio pugliese è
piccante e fruttato. Ma lo stesso si può dire dell'oliva Frantoio e
Leccino, pure prevalenti nel centro-sud.
Fra l'altro, i polifenoli, con la loro azione antiossidante, allungano
la vita dell'olio, la cui alterazione è dovuta, appunto, principalmente
all'azione dell'ossigeno: vi sono oli meridionali che anche dopo due
anni mantengono splendidamente le loro caratteristiche originarie,
chimiche e organolettiche, mentre la durata normale di un extra vergine
è inferiore a un anno, anche se gli imbottigliatori tendono ad
esagerare con la data di scadenza.
PERCHE' L'OLIO D'OLIVA EXTRAVERGINE FA BENE ALLE ARTERIE/2
(dal Notiziario dell'Unione Nazionale Consumatori).
Gli altri componenti benefici dell'extravergine sono gli acidi grassi
insaturi, in particolare l'acido oleico, che è monoinsaturo, è presente
per circa il 70% e può essere definito il "custode" delle arterie. Per
capirne il motivo bisogna partire dalla considerazione che gli acidi
grassi sono composti da atomi di carbonio e di idrogeno legati tra
loro. A differenza dell'idrogeno, però, il carbonio può legarsi, per
così dire, con quattro mani (quattro elettroni), per cui a volte deve
attaccarsi con due a un altro atomo e con le rimanenti due a quello
successivo, formando un doppio legame che è più instabile e tende a
slegarsi. Per questo è chiamato "insaturo" e, se il doppio legame è uno
solo, "monoinsaturo", come è, appunto, l'acido oleico. Proprio grazie a
questa instabilità, il monoinsaturo si lega al colesterolo nel sangue
trascinandolo via; di colesterolo ci sono, però, due tipi: quello
"buono" (HDL) che protegge le arterie e quello "cattivo" (LDL) che
tende a ostruirle con la formazione di grumi.
Va ricordato che l'olio d'oliva non contiene assolutamente colesterolo
e che l'acido oleico ha la proprietà non solo di ridurre il livello del
colesterolo cattivo, ma anche di alzare quello del colesterolo buono.
Inoltre, rende l'olio extra vergine d'oliva più assimilabile
facilitando anche il trasporto delle vitamine in esso contenute. Non è
tuttavia consigliabile un consumo eccessivo perché aumenterebbe il
livello dei trigliceridi.
TUTTE LE PROPRIETÀ
DELL'OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA
È anticolesterolo. Ne riduce l'eccesso, non generando quello
"cattivo" (LDL), ma favorendo, la formazione di quello
buono (HDL) che garantisce l'integrità delle arterie e le ripulisce da
eventuali placche arteriosclerotiche.
È contro l'invecchiamento. La presenza di tocoferoli (vitamina
E) e polifenoli gli conferiscono un ruolo importante nell'attività
antiossidante e anti-radicalicalimitando l'invecchiamento cellulare.
È per la crescita. La ricchezza di grassi insaturi assicura
uno sviluppo più equilibrato nei bambini, aiutando il tessuto cellulare
nell'assimilazione di sostanze indispensabili, ma anche nei ragazzi in quanto
un organismo in crescita ha bisogno di un supplemento nell'apporto quotidiano di energie e calorie.
È un regolatore intestinale. Facilita l'attività epatica,
regola quella intestinale, riduce i rischi di ulcere
gastriche e duodenali, esercita un'azione lassativa e contribuisce a correggere
la stipsi cronica; inoltre ha un effetto protettivo contro la formazione di
calcoli biliari.
È digeribile. E' dimostrato scientificamente che è l'unico
digeribile al 100%, contro l'85% dell'olio di semi di girasole, l'81% di quello
di arachidi ed il 36% dell'olio di semi di mais.
Rispetto ad altri grassi, in particolare a quelli di origine
animale, l'olio extra vergine di oliva è quello che si digerisce più
velocemente.
È antinfiammatorio. È l'ultima scoperta della ricerca medica.
Possiede un composto -naturale finora sconosciuto, l'oleocantale che ha gli
stessi effetti antinfiammatori degli antidolorifici non steroidei più usati.
Questa sostanza, assunta regolarmente, a lungo termine può dimostrarsi
anticancerogena.
ORIGINE IN ETICHETTA PER L'OLIO
da News Coldiretti N.181 - 15/10/2007
"Finalmente, dopo anni di battaglie in piazza ed in
Parlamento, grazie alla mobilitazione della Coldiretti i cittadini potranno
sapere da dove proviene l'olio che consumano tutti i giorni". E' quanto ha
affermato il direttore della Coldiretti della Basilicata Aniello
Ascolese, nel commentare positivamente
l'emanazione da parte del Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro del
decreto sull'obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle olive
impiegate nell'olio vergine ed extravergine.
"Di fronte alla necessità di tutelare la salute e la trasparenza
dell'informazione ai consumatori, ma anche per fermare le frodi e gli inganni,
l'emanazione del decreto a prescindere dal parere della commissione europea è —
ha precisato Ascolese — un importante atto di responsabilità
del Ministro". L'annuncio è stato dato nel corso della manifestazione della
Coldiretti con centinaia di agricoltori a Piazza
Navona, dove sono stati portati olivi e frantoio per offrire l'olio nuovo che
sarà il primo ad essere imbottigliato con l'indicazione di origine obbligatoria
in etichetta.
"Accanto al latte e al pomodoro, l'olio è uno dei prodotti simbolo del made
in Italy.
La Coldiretti di Basilicata ha sostenuto con la massima convinzione
la battaglia per l'olio, un'azione che va a vantaggio dell'economia, oltre che
della cultura e della qualità della vita della nostra Regione.
L'indicazione della provenienza delle olive impiegate in etichetta previsto dal
decreto è un contributo alla trasparenza per impedire di spacciare' come made
in Italy miscugli di olio spremuto da olive
spagnole, greche e tunisine, senza alcuna informazione per i consumatori". Un
rischio reale se si considera che nei primi sei mesi del 2007 si è verificato
un aumento record del 30 per cento degli arrivi di olio
di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia, mentre la
produzione nazionale è stimata in calo del 10 per cento rispetto allo scorso
anno, su valori di poco superiori ai 5 milioni di quintali. "Il decreto
prosegue Ascolese potrà dare nuovo slancio ai nostri
produttori, spingendoli ad incrementare le superfici dedicate a questa coltura,
gettando le basi perché possano ottenere un reddito più equo. Non abbiamo dubbi
che il cittadino-consumatore, pienamente e correttamente informato, sceglierà
la qualità, la sicurezza e il gusto autenticamente made in Italy".
Di fatto, attualmente oltre la metà dell'olio
"italiano" venduto sul territorio nazionale - spiega la Coldiretti - è
spremuto da olive di cui non si conosce la provenienza. Grazie al
provvedimento, l'origine dovrà invece essere indicata in etichetta, per fare finalmente
chiarezza e consentire ai consumatori di compiere scelte di acquisto
consapevoli. Il decreto prevede che sulle confezioni di olio
d'oliva vergine ed extravergine siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si
trova il frantoio in cui è stato estratto l'olio. Se
le olive sono state prodotte in più Paesi, questi andranno tutti indicati. Per
i trasgressori sono previste multe fino a 9.500 euro.
L'obbligo di indicare l'origine in etichetta consente anche di salvaguardare
l'identità territoriale di un prodotto che è alla base della dieta mediterranea
di fronte ad un preoccupante calo dei consumi familiari che in quantità nel primi sette mesi del 2007 si sono ridotti dell'1,2 per
cento, secondo i dati Ismea Ac Nielsen. In Italia si stima un consumo nazionale
di 14 kg pro capite con una prevalenza per l'extravergine con una percentuale
del 78 per cento.
La norma per l'indicazione di origine in etichetta
consente di verificare, oltre al marchio, la reale origine delle olive impiegate e quindi anche di valorizzare gli oliveti italiani che possono contare su 250 milioni di piante, molte delle quali
secolari o situate in zone dove contribuiscono al paesaggio e all'ambiente.
L'Italia è il secondo produttore europeo di olio di
oliva, con due terzi della produzione extravergine e con 38 denominazioni
(Dop/Igp) riconosciute dall'Unione Europea, che sviluppano un valore della
produzione agricola di circa 2 miliardi di euro e garantiscono un impiego di manodopera per circa 50 milioni di giornate lavorative. Dal punto di vista commerciale, nel 2006, a fronte di una produzione stimata in 630mila
tonnellate, le importazioni di 430mila tonnellate
superano nettamente le esportazioni pari a 280mila tonnellate.
COME DISTINGUERE L'OLIO DA OLIVE ITALIANE
da News Coldiretti N.181 - 15/10/2007
L'EXTRAVERGINE ITALIANO:
"Olio ottenuto da olive coltivate in: Italia"
MISCUGLI DI ORIGINE DIVERSA:
"Olio ottenuto da olive coltivate in: Spagna, Tunisia, ..."
I CONSIGLI PER ACQUISTARE OLIO D'OLIVA MADE IN ITALY
Scegliere uno dei 38 oli extravergini d'oliva Dop che hanno ottenuto un
riconoscimento comunitario e vengono prodotti in base
a uno specifico disciplinare di produzione in un territorio delimitato. Per il 2008 si stima che ne saranno consumate 8 milioni di bottiglie;
oppure, verificare che sulla bottiglia vi sia l'indicazione prodotto 100%
italiano oppure italiano;
oppure, acquistare direttamente dalle circa 7800 aziende agricole italiane che
offrono il proprio olio. In molti casi è possibile degustare il prodotto prima di acquistarlo.
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